- Cosa è il mal di schiena? è un dolore che si può avere in una zona che va dall'ultima costa al gluteo. Può estendersi lungo la gamba o rimanere localizzato nella parte bassa della schiena. Può presentarsi solo da un lato o sia a destra che a sinistra.
- Se ho mal di schiena vuol dire che "ho un'ernia o la sciatica"? L'ernia del disco che può irritare il nervo sciatico dando dolore, debolezza muscolare e alterazioni della sensibilità lungo tutta la gamba, è uno dei fattori che portano all'instaurarsi del mal di schiena. Rappresenta però solo il 5% delle cause! C'è tanto altro!
- Ho mal di schiena mi devo preoccupare? Fortunatamente, pur essendo una condizione molto dolorosa e che spesso impedisce una buona qualità della vita, nel 90% dei casi non ha una causa grave. Esiste però un 2-3% di casi di dolore alla schiena che possono nascondere patologie più gravi quali tumori, fratture, infezioni (Henske 2009). Per questo è importante affidarsi sempre ad un professionista sanitario laureato (Fisioterapista o Medico) che in questi casi è in grado di indirizzarti verso percorsi medici specialisti.
- E nel 90% dei casi rimanenti cosa si può fare? Qui la Fisioterapia e l'Esercizio Fisico terapeutico ti possono aiutare molto! Se la schiena fa male perchè ci sono delle vertebre "bloccate" si utilizzano delle manipolazioni che sbloccano la schiena e ripristinano il movimento corretto eliminando o riducendo il dolore. Se ci sono squilibri muscolari i muscoli più deboli vengono riallenati, mentre quelli più stressanti che causano dolore vengono rilassati. Se c'è un problema di posture (autisti, meccanici, imbianchini, magazzinieri, muratori, casalinghe,impiegati..) si corregge il problema posturale con tecniche fisioterapiche ed esercizi specifici.Se il mal di schiena proviene dall'anca si utilizzano tecniche per migliorare la mobilità e per ridurre le tensioni dei tessuti favorendo un naturale ritorno ad un equilibrio!
- Cosa devo fare praticamente? Chiamami o scrivimi una e-mail per un appuntamento in cui verrai valutato e si deciderà assieme il miglior trattamento possibile! In poco tempo potresti risolvere il tuo problema! Cosa aspetti?
Thursday, May 19, 2016
Soffri di mal di schiena da tanto tempo? Il mal di schiena ti blocca a letto? Scopri come la Fisioterapia ti può aiutare!
Thursday, April 7, 2016
Lo STRETCHING fa bene o male?
Stretching è un termine della lingua inglese (che significa allungamento, stiramento) usato nella pratica sportiva e riabilitativa per indicare un insieme di esercizi finalizzati all'allungamento dei tessuti muscolo-tendinei e legamentosi.
Lo Stretching nella pratica sportiva è molto usato, sia in fase di riscaldamento pre-attività, sia durante una seduta di allenamento che dopo l'allenamento. In questo post analizzerò il razionale dell'uso dello stretching prima di un allenamento o di una competizione.
In una fase pre-attività chi propone esercizi di stretching ha 2 diversi obiettivi:
5 volte 60 sec per un totale di 5 min e 4 volte 90 sec per un totale di 6 min hanno una durata maggiore. L'effetto di 4 min di durata totale di stretching diminuisce del 50% dopo 10 min. L'effetto di 8 min totali di stretching diminuisce del 50% dopo 30 min (Ryan et al 2008a). Diventa quindi fondamentale riuscire ad effettuare esercizi di stretching, di una durata totale di 4-6 min a muscolo caldo (le resistenze viscoelastiche sono minori) nei 15 min precedenti l'inizio dell'attività. Un'attività di stretching effettuata con troppo anticipo non ha effetti sulla performance.
Per tuffatori e ginnasti può essere utile incorporare lo stretching in una fase di riscaldamento per gli altri sport potrebbe invece essere controproducente.
Molte ricerche hanno infatti dimostrato come lo stretching diminuisca la capacità di esprimere forza 2-8% (Cramer et al 2005), la capacità di saltare 3-4% (Cornwell et al 2002) e la capacità di sprintare 1-2% (Nelson et al 2005a). C'è inoltre da tener presente che in una fase di riscaldamento, dove il primo obiettivo è far affluire + sangue possibili ai muscoli per "scaldarli", l'eseguire esercizi di stretching statico comporta uno schiacciamento dei vasi sanquigni con conseguente riduzione del flusso sanguigno e quindi riduzione della temperatura muscolare (esattamente l'effetto opposto di quello che si ricerca in una fase di riscaldamento!)
Quello che mi sento di consigliare è di limitare lo stetching in fase di riscaldamento a quei settori muscolari che possono soffrire particolarmente di eccessive tensioni viscoelastiche (adduttori e flessori d'anca nell'hockey, adduttori e ischiocrurali nel calcio...) e proporre 4-5 volte 1 min di allungamento fino alla soglia del dolore. Effettuare gli esercizi di stetching, a muscolo caldo, nei 15 min prima dell'inizio dell'allenamento o gara. Evitare lo stretching di quei settori muscolari (quadricipite, glutei, gastrocnemio) che fungono da agonisti principali per le azioni del saltare e dello sprintare. Allo stato attuale delle conoscenze questo sembra il mix ideale per avere un effetto di prevenzione sugli infortuni muscolari senza però limitare troppo la performance di sport ove potenza, velocità e capacità di salto sono fondamentali.
Lo Stretching nella pratica sportiva è molto usato, sia in fase di riscaldamento pre-attività, sia durante una seduta di allenamento che dopo l'allenamento. In questo post analizzerò il razionale dell'uso dello stretching prima di un allenamento o di una competizione.
In una fase pre-attività chi propone esercizi di stretching ha 2 diversi obiettivi:
- assicurare una corretta escursione articolare (ROM) per garantire un'ottima performance
- diminuire la stiffness o rigidità muscolare che potrebbe portare ad infortuni
- Quanto a lungo e quante ripetizioni di esercizi di stretching sono necessarie per avere effetti tangibili sulla diminuzione delle resistenze viscoelastiche muscolari?
5 volte 60 sec per un totale di 5 min e 4 volte 90 sec per un totale di 6 min hanno una durata maggiore. L'effetto di 4 min di durata totale di stretching diminuisce del 50% dopo 10 min. L'effetto di 8 min totali di stretching diminuisce del 50% dopo 30 min (Ryan et al 2008a). Diventa quindi fondamentale riuscire ad effettuare esercizi di stretching, di una durata totale di 4-6 min a muscolo caldo (le resistenze viscoelastiche sono minori) nei 15 min precedenti l'inizio dell'attività. Un'attività di stretching effettuata con troppo anticipo non ha effetti sulla performance.
- Ma se applichiamo lo stretching corretto (almeno 4 min) prima di un'attività cosa succede alla performance seguente?
Per tuffatori e ginnasti può essere utile incorporare lo stretching in una fase di riscaldamento per gli altri sport potrebbe invece essere controproducente.
Molte ricerche hanno infatti dimostrato come lo stretching diminuisca la capacità di esprimere forza 2-8% (Cramer et al 2005), la capacità di saltare 3-4% (Cornwell et al 2002) e la capacità di sprintare 1-2% (Nelson et al 2005a). C'è inoltre da tener presente che in una fase di riscaldamento, dove il primo obiettivo è far affluire + sangue possibili ai muscoli per "scaldarli", l'eseguire esercizi di stretching statico comporta uno schiacciamento dei vasi sanquigni con conseguente riduzione del flusso sanguigno e quindi riduzione della temperatura muscolare (esattamente l'effetto opposto di quello che si ricerca in una fase di riscaldamento!)
- Lo stretching pre-prestazione ha effetti sulla prevenzione degli infortuni?
- Come bilanciare quindi gli effetti positivi e negativi dello stretching pre-prestazione?
Quello che mi sento di consigliare è di limitare lo stetching in fase di riscaldamento a quei settori muscolari che possono soffrire particolarmente di eccessive tensioni viscoelastiche (adduttori e flessori d'anca nell'hockey, adduttori e ischiocrurali nel calcio...) e proporre 4-5 volte 1 min di allungamento fino alla soglia del dolore. Effettuare gli esercizi di stetching, a muscolo caldo, nei 15 min prima dell'inizio dell'allenamento o gara. Evitare lo stretching di quei settori muscolari (quadricipite, glutei, gastrocnemio) che fungono da agonisti principali per le azioni del saltare e dello sprintare. Allo stato attuale delle conoscenze questo sembra il mix ideale per avere un effetto di prevenzione sugli infortuni muscolari senza però limitare troppo la performance di sport ove potenza, velocità e capacità di salto sono fondamentali.
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